“Siamo quello che mangiamo”: i premi che raccontano la qualità e l’anima della ristorazione italiana

Mangiare non è solo nutrirsi, è un’esperienza che riflette cultura, territorio e passione. Negli ultimi mesi, la scena food e beverage italiana si è illuminata grazie a tanti eventi e riconoscimenti che celebrano la qualità, l’innovazione e l’identità dei nostri territori. Tra le prestigiose guide Michelin, Gambero Rosso e i premi ai migliori bar del mondo, emerge un racconto fatto di ingredienti autentici, storie di crescita e di persone che mettono il cuore in ogni piatto e in ogni cocktail.

In questo scenario, siamo felici e orgogliosi di accompagnare i nostri clienti in questo viaggio, testimoniando con entusiasmo il loro percorso di crescita e successo. Non è mai una questione di “noi”, ma di un insieme di passioni che si intrecciano, di una comunità che si sostiene e si ispira. Il mondo della ristorazione e dell’accoglienza è vivo, stimolante e in continua evoluzione: ed è un onore farne parte.

Storie di valore nella ristorazione: da Roma al resto d’Italia

Sora Maria e Arcangelo
Tra le eccellenze premiate nella guida “Roma e il Meglio del Lazio 2025” come trattoria autentica e accogliente (Tre Gamberi), confermando che la tradizione è fatta di cura e rispetto per il territorio.
Kohaku (Roma)

Con grande gioia accompagniamo da vicino il percorso di Kohaku, ristorante giapponese nel cuore di Roma che si è distinto per la sua identità forte e raffinata. Ha conquistato Tre Mappamondi nella Guida Ristoranti d’Italia 2024 del Gambero Rosso – unico giapponese romano a ottenere questo riconoscimento, che premia originalità e qualità.

Nel 2025 è stato anche premiato con Tre Bacchette nella Guida Sushi del Gambero Rosso e menzionato nella Guida Identità Golose. Un riconoscimento importante per un progetto che riesce a unire rigore e creatività, profondamente connesso alla visione dello chef e alla cura di ogni dettaglio.

Futura (Roma)

Dopo essersi distinto nel 2024, Futura nel 2025 ha ricevuto il premio speciale “Tradizione Futura” nella guida Ristoranti d’Italia 2025, per la capacità di interpretare e reinventare la tradizione culinaria locale in chiave contemporanea.

San Baylon (Roma)

Nel cuore di Palazzo Ripetta, San Baylon è oggi un punto di riferimento nella scena gastronomica romana.

Abbiamo affiancato il ristorante fin dalla sua apertura, con un lavoro continuativo di consulenza, comunicazione e immagine, dal concept iniziale alla narrazione attuale.

Questo mese ha ottenuto Due Forchette nella Guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso e una segnalazione nella Guida Identità Golose, confermandosi tra le eccellenze della ristorazione della capitale.

Supplizio (Roma)

Nato dal desiderio di portare lo street food romano in un contesto contemporaneo e curato, Supplizio è uno dei progetti che seguiamo con orgoglio fin dai suoi primi passi.

Inserito nell’inserto “Pizza e Supplì” della nuova guida Osterie d’Italia di Slow Food 2025, racconta un perfetto equilibrio tra tradizione popolare e ricerca gastronomica, con un format che valorizza la qualità, anche nel cibo più semplice.

Arso (Orvieto)

Il giovane Tommaso Tonioni, ex panificatore e agricoltore, ha portato la sua esperienza da alcune delle più importanti cucine europee in questo progetto di cucina rurale nato come pop-up itinerante, oggi nuova meta gastronomica del 2025, premiata come Novità dell’Anno dal Gambero Rosso.

Bottega Culinaria (San Vito Chietino, CH)

Capitanata da Cinzia Mancini, questa realtà è un progetto gastronomico basato su territorio, sostenibilità, sperimentazione vegetale e biologico. È stata insignita del premio No Food Waste 2025.

 

Le Tre Forchette: il massimo riconoscimento per le cucine d’autore

Le Tre Forchette sono il massimo rating nella Guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso, assegnate a 55 ristoranti che si distinguono per eccellenza, qualità e creatività.

In cima alla classifica troviamo Osteria Francescana di Massimo Bottura, Piazza Duomo di Enrico Crippa e il Ristorante Reale di Niko Romito, con un punteggio di 97/100.

Cinque sono le nuove Tre Forchette 2025:

Il Luogo Aimo e Nadia (Milano)

Tra le realtà più significative della ristorazione italiana, Il Luogo Aimo e Nadia continua a distinguersi per la sua visione profonda e coerente della cucina italiana. Nella Guida Ristoranti d’Italia 2026 del Gambero Rosso, ha ottenuto le Tre Forchette, il massimo riconoscimento per le cucine d’autore.

Un traguardo che ci emoziona particolarmente, anche per la relazione di stima e affetto che ci lega a questa realtà. Collaborare con chi porta avanti una storia così solida e ispirata è un privilegio che ci arricchisce, professionalmente e umanamente.

I migliori bar: Roma protagonista anche nella mixology

Nella classifica dei migliori bar del mondo Drink Kong conferma la sua presenza tra le realtà più influenti a livello globale, segno di una città viva anche nella cultura del bere di qualità. A rappresentare con forza la scena romana c’è anche Jerry Thomas, pionieristico speakeasy che continua a essere un punto di riferimento internazionale per innovazione e ricerca nel mondo della mixology.

E mentre Bar Leone di Hong Kong ottiene il riconoscimento come miglior cocktail bar del mondo 2025, non possiamo non notare come Roma sia sempre più protagonista, anche fuori dai confini nazionali, grazie a progetti che uniscono tecnica, identità e spirito contemporaneo.


Siamo quello che mangiamo” è molto più di un detto: è un modo di vivere, di scegliere, di raccontarsi attraverso ciò che si porta in tavola.

Per questo guardiamo con sincera gioia e partecipazione ai successi di tanti ristoranti e realtà che conosciamo da vicino — alcuni da oltre vent’anni — e con cui condividiamo non solo progetti, ma anche una visione comune fatta di autenticità, cultura gastronomica e rispetto per il lavoro.

La stima reciproca, i legami che si sono costruiti nel tempo, e le ambizioni che si rinnovano a ogni stagione ci rendono orgogliosi di essere parte di un ecosistema creativo e vibrante, dove ogni traguardo raggiunto è anche uno stimolo per tutti.

In questo racconto collettivo, nessuno è davvero solo: c’è uno scambio continuo di idee, esperienze, ispirazioni. Ed è proprio da qui che nasce una cucina che sa parlare al presente, onorare il passato e immaginare il futuro.